Medicina e Consapevolezza

Mente sana in corpo sano

Il corpo umano gode di pieno benessere quando si trova in perfetto equilibrio psico-fisico. Vale a dire che, quando le esigenze del corpo non sono soddisfatte o le questioni emotive non elaborate, sopraggiunge la malattia. La malattia, infatti, è la rottura di un delicato equilibrio che riconosce nel sentire profondo la capacità di adeguarsi alle varie circostante esterne ed interne,  cercando di mantenere quanto più in equilibrio una delicata omeostasi corpo-mente. Proprio quando questa capacità di adeguamento viene meno si rompe l’equilibrio. I fattori alimentare, emotivo, ambientale,  rivestono un ruolo fondamentale. Solo riconoscendo le esigenze profonde di ciascuno, in merito ad adeguata alimentazione, risoluzione dei conflitti, il vivere in ambiti climatici costituzionalmente adatti e  non inquinati, è possibile comprendere quanto l’integrità psicofisica si possa ripristinare tanto più velocemente quanto più l’ambiente e l’ecosistema esterno-interno sono puliti da scorie e tossine. Lo stress di corpo e mente deriva dall’esaurimento delle risorse di riserva. L’origine della patologia è dunque sempre multifattoriale, a partenza iniziale da corpo o mente. Uno stress corporeo per lunga data porta all’indebolimento del corpo, ad una stanchezza cronica che si ripercuoterà soprattutto nell’organo correlato all’ emozione da elaborare.

Secondo la Medicina Tradizionale Cinese, infatti, ogni organo è sede di una emozione. Sarà proprio quell’emozione non elaborata a far ammalare il corpo o lo stress fisico che si ripercuoterà nel corrispondente organo debole. Tutto questo è in accordo con i principi di medicina allopatica che riconosce nell’agente patogeno la causa della malattia, agente patogeno che però trova ambiente idoneo, si sviluppa e si moltiplica in condizioni ambientali favorevoli, tant’è che un soggetto malato, anche se a contatto con persone sane, non necessariamente trasmette la patologia a tutti, ma solo ad alcuni.   La pratica della consapevolezza comprende il prendersi cura di Sé, delle proprie esigenze corporee e dei conflitti e ferite emozionali. Le tecniche da utilizzare sono varie. Si prendono cura del corpo, della mente e del corpo e dalla mente insieme. Bisogna garantire al corpo adeguato riposo ed esercizio fisico giornaliero ed alla mente una giornaliera riflessione profonda per smaltire le tossine psicofisiche accumulate. Il malato deve avere un ruolo attivo in tutto questo, deve collaborare.  Il ruolo del medico è quello di fare da mediatore, da tramite, di indicare il percorso che porta a cura e poi a guarigione. Non è vedendo camminare gli altri che si impara a camminare, occorre impegno, a volte sforzo e capacità critica per guarire. Il malato deve essere consapevole nel senso che non deve delegare. La persona deve essere condotta ad acquisire la capacità di rendersi conto cosa fa bene e cosa non fa bene al suo corpo ed alla sua mente. Nelle Medicine Tradizionali il paziente è condotto verso la comprensione del disturbo individuale e a intraprendere tutto ciò che è necessario per riportarlo in salute. Il ruolo del malato è attivo, responsabile e presente, appunto consapevole. Lo scopo è quello di comprendere come fare a mantenere se stesso in salute ove per salute non si intende solo non avere patologie in atto ma vivere in pieno benessere ed appagamento psico-fisico.